Legge 167 del 1962

#iorestoacasa

Abbiamo sentito dire una volta da un esponente californiano che i proprietari di immobili in edilizia convenzionata hanno avuto privilegi.

Non è vero.

La legge 167 nasce per rispondere ad un grande problema sociale che era, nel 1962, ed è oggi, l’emergenza abitativa.

Seguendo dei criteri di solidarietà e dando concretezza attraverso la sussidiarietà orizzontale, si è permesso ai cittadini di riunirsi in cooperative, e di realizzare il proprio sogno: avere una casa.

Non tutti i cittadini hanno potuto aderire, ma solo quelli che avevano i requisiti previsti dalla legge 167.

Quindi quali privilegi?

Forse quell’amministrazione pubblica/amministratore pubblico della città di Roma faceva confusione con qualche parlamentare italiano che vive in abitazioni pagando solo 7.00€ al mese; o qualche altro “amico di amici” che può, con poche centinaia di euro, avere in locazione immobili in zone del centro storico di Roma, a Fontana di Trevi, al Colosseo, sul Lungotevere…

Forse quell’amministratore della città di Roma non sa neanche dove sia Tor Pagnotta, Settecamini, Osteria del Curato, Torresina, Fonte Laurentina, Madonnetta, Vigne Nuove o Piansaccoccia.

Ed allora basta con i luoghi comuni.

I cittadini romani che hanno acquistato immobili sulla base della legge 167 sono brave persone! Alcune di loro sono state mal consigliate da agenti immobiliari, notai, banche ed hanno acquistato a Prezzo di Mercato quello che doveva essere venduto a Prezzo Massimo di Cessione.

E su questo il Comune di Roma ha grandi responsabilità. Per la mancanza di indirizzi chiari e per le comunicazioni scritte.

A noi non interessa schierarci fra i partiti.

A noi interessa tutelare i diritti dei cittadini.

Ed a Roma, e solo a Roma, dal 2015 ad oggi si è scatenato questa “caccia alle streghe” nella ricerca di far quadrare il bilancio sulle tasche di cittadini che hanno, come unica responsabilità, quella di aver aderito ad una legge dello Stato.

È ora che questa logica, questa condotta di aggressione verso questi cittadini abbia fine.

Comune, Regione e Stato trovino i soldi che servono al bilancio senza continuare ad inveire verso questi romani che, non senza sacrifici, hanno costruito o comprato la loro casa.